MULTI-TASKING: la grande illusione

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Iniziamo a chiarire il significato di multi-tasking. Per multi-tasking si intende la capacità di fare più cose o più attività contemporaneamente. Quindi è come se, nel caso degli umani, il cervello si dividesse in più parti (non è così) ed ogni parte assolvesse ad una attività contemporaneamente alle altre attività assolte da altre parti del cervello.

Non è proprio così a meno che non si intenda per attività quelle automatiche come, respirare, battere le palpebre, masticare o camminare. Queste e poche altre sono le attività che realmente riusciamo a portare avanti contemporaneamente ad altre senza concentrarci. Ad esempio: possiamo camminare e parlare contemporaneamente al telefono, possiamo masticare un chewing-gum e guardare un film. Ma se stiamo guidando e contemporaneamente parliamo al telefono non si tratta di multi-tasking perché non sono due attività che il nostro cervello e il nostro corpo hanno automatizzato al 100% come respirare, camminare ecc. Quindi cosa succede quando guidiamo e parliamo al telefono contemporaneamente oppure facciamo due conferenze on line trattando argomenti diversi allo stesso tempo?

In questi casi si tratta di swicth-tasking. Tecnicamente il cervello per passare da un’attività all’altra si spegne un attimo per resettarsi e predisporsi a passare all’altra attività e quando ritorna alla precedente attività si spegne di nuovo per riadattarsi al contesto successivo. Tra un passaggio e l’altro nel nostro cervello è come se si creasse un vuoto che ci permette di spegnere l’attività da cui si esce e accendere l’attività a cui stiamo passando. E non è solo un nostro deficit ma anche gli elaboratori più 

sofisticati non riescono a lavorare o fare calcoli veramente in multi-tasking, solo che il passaggio da un’attività all’altra è talmente veloce che non riusciamo ad accorgercene. Ora, se gli elaboratori non subiscono nessun problema da questi cambi repentini di attività per noi umani è molto diverso. Lo sforzo cognitivo che facciamo subire al nostro cervello lavorando in “switch-tasking” ha delle conseguenze veramente dannose. A parte il fatto che riprendere a pieno regime la giusta concentrazione per affrontare una delle attività richiede circa 25 minuti, quindi l’affronteremmo veramente in modo poco efficiente e poco efficace, è stato dimostrato scientificamente che questo continuo passaggio da un’attività all’altra causa stress, ansia e affaticamento mentale e in più da problemi alla memoria e alla capacità di apprendimento.

Quindi quando alcuni dicono che sono capaci di lavorare in multi-tasking e di essere al 100% produttivi ed efficaci evidentemente non hanno mai provato a lavorare in modo veramente efficace ed efficiente. In teoria bisognerebbe dedicarsi ad una sola attività per volta con sessioni di circa 25 minuti e in questi 25 minuti si dovrebbe evitare qualsiasi tipo di distrazione come controllare le mail, i messaggi sul telefonino ecc. e dopo 25 minuti prendersi una pausa portando avanti attività che non impegnano il cervello, tipo piccole attività manuali. La cosa migliore sarebbe lasciare lo smartphone in un’altra stanza o al limite silenziarlo e metterlo in un cassetto lontano dalla vista.

E a proposito di telefonino; quando guidiamo e parliamo al telefono (anche in viva voce!) il nostro cervello si spegne per un attimo ogni volta che passiamo dalla guida alla telefonata e viceversa. Per un attimo, ogni volta, il nostro cervello si spegne e in quel momento non siamo concentrati su nessuna delle cose che stiamo facendo e non siamo in grado di reagire a nulla, c’è solo un momento buio dove non siamo da nessuna parte.

E come diceva un personaggio in TV: meditate gente, meditate!

C.D.

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