Lo faccio dopo…! (Procrastinare)

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Chi di noi non l’ha mai fatto? E qualcuno di noi lo fa anche in maniera seriale. Si lo sappiamo, non va bene rimandare, ci sono migliaia di pubblicazioni in merito, ma cosa volete non siamo perfetti e non è sempre colpa della nostra pigrizia, della nostra indecisione ecc. ecc. In parte però è vero. Pensate che da uno studio pubblicato qualche anno fa su Journal of Experimental Psychology, è risultato che la procrastinazione ha in parte una componente genetica, cioè che non dipende direttamente dalla nostra volontà o dalla nostra mancanza di volontà. Lo studio è stato effettuato su 380 coppie di gemelli metà omozigoti (che hanno esattamente gli stessi geni) e l’altra metà eterozigoti (che in media presentano geni uguali al 50%). I gemelli hanno compilato dei questionari, effettuato prove… beh per non tirarla alla lunga è risultato che la tendenza a procrastinare sarebbe ereditaria per il 28%. Oh, non tirate sospiri di sollievo, non ho detto il 100% ma solo il 28%, questo significa che, alla fine, se rimandiamo le cose, in buona parte è colpa dei nostri comportamenti. 

Bene! E fino ad ora abbiamo capito che procrastinare è un problema e che prima o poi tocca un po’ tutti, ma vediamo come è possibile risolverlo. Ovviamente ci sono tanti testi in merito e mi permetto di consigliarvene uno che a me ha dato buoni risultati; è “LA REGOLA DEI 5 SECONDI” di MEL ROBBINS. Il libro è piacevole da leggere, dà delle buone dritte per non farsi prendere dalla procrastinazione. Oppure “FATTORE 1%” dello psicologo Luca Mazzucchelli che parla di come instaurare nuove

abitudini in modo indolore. Quest’ultimo libro affronta, a mio parere, in modo diverso e innovativo il problema. Ma come tutti i libri di questo genere non sono medicine che si assumono per un po’ di tempo e si guarisce dalla “patologia”. Periodicamente, e questo capita anche se la frequenza è soggettiva, bisogna ritornare a lavorare sul problema perché facilmente si può ripresentare. Permettetemi di darvi una mia personalissima soluzione alla procrastinazione (che ovviamente non ha la pretesa di essere l’unica e la migliore ma che vuole anche essere un modo per sdrammatizzare). Dopo tutte le letture che ho fatto riguardo a questo problema, ho realizzato una cosa: che per riuscire a non rimandare bisogna comportarsi da “stupidi”. In pratica non bisogna dare modo al cervello di mettersi in moto e ragionare. Appena ci viene in mente qualcosa che dovremmo fare, dovremmo comportarci come degli “zombie” e farla, farla subito, perché se concediamo anche solo qualche secondo al nostro cervello lui ci penserà e ci consiglierà di farla in un altro momento.

Perdonatemi l’ironia, ma fondamentalmente è proprio così: non dobbiamo dare modo al nostro cervello di ragionare perché lui è progettato per economizzare le energie, quindi meno facciamo e più è contento.

Vero è che dovremmo comportarci da stupidi, ma quando avremo realizzato che siamo riusciti a fare qualcosa senza rimandare… porca miseria!!! com’è bello!!!

C.D.

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