SEI PROPRIO SICURO? La verifica delle fonti

(tempo di lettura 5 min)

Questo articolo è la logica conseguenza del precedente che parla di complotti. In verità mi è stato richiesto esplicitamente come completamento dell’articolo sopra citato. Il problema delle attendibilità delle fonti è un argomento molto importante, soprattutto in questo periodo, sia per il gran numero di notizie gravi (covid, economia, vaccini, ecc.) sia per il fatto che proprio questa quantità smisurata di post, articoli e altro, scoraggia gli utenti nella ricerca dell’attendibilità della fonte. Diventa un lavoro complicato e impegnativo e a volte è più semplice accettare una notizia come voce di corridoio piuttosto che verificarla a fondo. E intendo anche le notizie dei media come le reti televisive e le testate giornalistiche che hanno ormai tutte l’equivalente sul web. Ovviamente queste circostanze possono creare situazioni gravi che vanno dagli allarmismi al totale disinteressamento delle notizie. A tutto questo va aggiunto il fatto che anche se la fonte risulta attendibile e ufficiale non vuol dire che sia la verità. Per fare un esempio attuale: se l’OMS (fonte sicuramente ufficiale) dice che la mascherina protegge dal virus, “potrebbe” non essere vero. Potrebbe aver detto una cosa non vera solo per tranquillizzare la popolazione ed evitare conseguenti allarmismi. Questo esempio l’ho utilizzato solo per far capire a cosa si potrebbe andare incontro anche se la fonte è accreditata e ufficiale, non perché sia una mia opinione.

Riconoscere le fonti attendibili è una cosa.

Riconoscere la verità è ben altra cosa!

Già da un po’ Google ha cercato di correre ai ripari inserendo strumenti di controllo avanzati delle fonti. Chiaramente ne andava della sua credibilità. Per quanto si sia impegnata a monte, non ci dà la possibilità di avere tutto già pronto. Google arriva fino un certo punto (ed è già tanto) ma il resto tocca a noi. Comunque, per vostra informazione, di seguito vi incollo il link dove poter vedere o scaricare il prospetto dei criteri di valutazione adottati da Google per la verifica delle fonti.

Torniamo a noi.

Cosa possiamo fare per capire se una notizia, un post o un articolo risponde a verità?

O per meglio dire, come capire se le fonti sono vere anche se potrebbero dire cose non vere?

La prima analisi che va immediatamente fatta è quella visiva e di lettura. Ad esempio se vediamo un post che parla di un personaggio pubblico (con foto del personaggio) che riporta una notizia per noi molto strana. Proprio in questi giorni mi è capitato di vedere un post dove veniva riportato un twett di Luigi Di Maio. Nel post c’era la sua foto e il twett riportava una sua assurda comunicazione (mi viene da sorridere) riguardante la chiusura e l’apertura dei negozi nel periodo natalizio. La prima cosa che dobbiamo utilizzare nell’analisi degli argomenti è il buon senso. La frase scritta era talmente assurda che ho verificato meglio e ho visto che il nome riportato era Di Mario e non Di Maio. Quindi un fake. Chi pubblica queste cose gioca sul fatto che il pubblico vede la foto del personaggio e dà per scontato che sia lui l’autore del twett e non osserva con più attenzione il post, anche perché è concentrato e quindi sviato dalla frase assurda.

fake Di Maio
Fake Luigi Di Mario

La prima cosa da fare è utilizzare il buon senso e non accettare per vere cose ritenute oggettivamente strane solo perché il personaggio potrebbe non essere di nostro gradimento.

Bene, entriamo più nel tecnico e continuiamo. Google ci fornisce degli strumenti, ad esempio possiamo verificare le immagini per capire da dove provengono o chi altri ha pubblicato la stessa immagine sul web. Basta aprire Google immagini e incollare la URL per fare la ricerca. Oppure, sempre per le immagini, possiamo utilizzare l’ottimo Fotoforensics. È un programma online ed ha una cosa veramente interessante. Caricando la URL della foto ti dice, in base alle informazioni che ricava, se la foto è ritoccata. Niente male, vero?

Continuiamo a indagare. Se vogliamo conoscere il proprietario del sito che ha pubblicato la notizia o la foto che vogliamo verificare possiamo utilizzare WHO.IS. Quando sappiamo a chi appartiene un sito, quando è stato registrato e che tipo di contratto ha, possiamo dire che abbiamo elementi validi per capire se il sito in questione è attendibile o meno.

Anche i video possono essere modificati per far vedere qualcosa di diverso dall’originale; si possono togliere serie di fotogrammi o aggiungerne altri con un lavoro di montaggio. Anche qui c’è uno strumento che ci permette di indagare. È Frame by Frame, un’estensione di Chrome e permette di esaminare il video un frame alla volta.

Per verificare invece la data e l’ora di pubblicazione di un video su YouTube si può utilizzare YouTube Data Viewer.

Come vedete ci sono tanti strumenti validi per verificare l’attendibilità di quello che vediamo sul web. Tra l’altro tante persone non sanno che Google mette a disposizione degli utenti una ricerca avanzata oltre a quella base. Con Google Advanced Search si può personalizzare la ricerca escludendo o aggiungendo dati. Ad esempio puoi vedere tutte le pagine web che contengono una parola oppure le pagine web che non la contengono. Con Google Advanced Search puoi fare allo stesso modo la ricerca per immagini.

Ah dimenticavo, Google offre una vera scuola gratuita praticamente su tutto e nel caso in questione se vai a questo link puoi trovare le lezioni che riguardano la verifica dell’autenticità. E Google ti rilascia anche un certificato quando hai completato il corso.

Possiamo dire che di strumenti per verificare l’attendibilità di quello che vediamo sul web ce ne sono anche abbastanza. Ma la differenza la facciamo noi con il nostro spirito critico e con il nostro intuito. Gli strumenti che vi ho proposto, per quanto validi, non serviranno a nulla se accettiamo per buono (spesso per nostra convenienza) tutto quello che la rete e i media ci propongono e ci propinano e non realizziamo che la verità va ricercata, perché di questi tempi nessuno te la offre su un piatto d’argento.

C.D.

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