E SE FOSSE TUTTO UN SOGNO?

(tempo di lettura 5 min)

È capitato… è capitato di vedere un film dove il protagonista vive tante situazioni drammatiche e alla fine si sveglia nel suo letto e realizza che tutto quello che ha vissuto è solo un sogno, a volte un brutto sogno. Chi per una volta, in una brutta situazione non ha sperato di svegliarsi e gioire del fatto di avere solo sognato?

Il sogno, difficile definirlo, difficile essere consapevoli. Potrebbe essere definito come un altro luogo dove si vive una vita vissuta con sensazioni diverse a volte estreme non reali, dove le percezioni assumono contorni a volte sfocati e a volte vividi e esageratamente delineati e veri.

Secondo la neurobiologia, i sogni sono un modo singolare che il nostro corpo utilizza per tenere “allenato” il cervello. Per la psicologia e in particolare per la psicoanalisi, il valore dei sogni risiede soprattutto nella loro dimensione simbolica piuttosto che energetica. I sogni sarebbero l’espressione di pensieri e sentimenti che di giorno evitiamo, ma che nei sogni emergono sia pure camuffati, poiché da essi continuiamo a difenderci.

“Noi abbiamo sogni; non è forse tutta la vita un sogno?” (Schopenhauer)

Ma quanti tipi di sogni ci sono?

I sogni fondamentalmente sono di tre tipi: quelli che smaltiscono l’inutile, quelli che svelano la creatività e quelli che parlano dell’anima.

Non voglio parlare in modo scientifico dei sogni, non ne avrei la competenza, piuttosto mi piacerebbe vederli da “sognatore”. Il lato che affascina mi affascina (scusate i giochi di parole) e quindi non cercherò il motivo per cui si sogna o il significato dei sogni. Ma proverò a capire il sogno come via di fuga e appiglio alla realtà.

“Fai della tua vita un sogno, e di un sogno, una realtà.” (Antoine de Saint-Exupéry)

A volte facciamo sogni tanto belli che per continuare a viverli non avremmo voluto svegliarci. Un po’ come quel film di Totò che una volta sveglio si rimetteva a dormire per continuare il sogno. Oppure facciamo sogni tanto brutti e angoscianti che nel sogno stesso non vediamo l’ora di svegliarci per porre fine a quel disagio; e a volte ci riusciamo.

Quando sogniamo possiamo provare innumerevoli sensazioni. Incubi, pace, angoscia, tranquillità, paura, piacere, noia, desiderio, vergogna, benessere. Siamo abituati a catalogare le sensazioni che proviamo in sogno con sensazioni che proviamo anche nella vita reale.

Vi è mai capitato di non volere andare a dormire perché quello che state vivendo vi piace e vi appaga tanto da non volerlo interrompere con il sonno?

Vi è mai capitato, vivendo una situazione o un periodo spiacevole di desiderare che fosse tutto un sogno?

Se ci facciamo caso, quello che viviamo nel sogno produce le stesse sensazioni che abbiamo nella vita reale e quello che viviamo nella vita reale produce le stesse sensazioni che viviamo nel sogno. Con questo non voglio dire che non ci sia distinzione tra sogno e realtà. Però ci sono delle similitudini e addirittura degli insegnamenti in tutto questo. Bello o brutto che sia il sogno prima o poi finirà. Ed è la stessa cosa nella vita quotidiana. Se guardo indietro, nella mia vita, mi è capitato, un po’ come a tutti, di vivere spiacevoli situazioni che avrei voluto non aver vissuto. Però c’erano e influivano sul mio stato d’animo (preoccupazione, disagio, ecc.). Non era un bel vivere. In questi casi ho pensato e mi sono detto: tra un mese, tra due mesi o tra un anno questo problema non ci sarà più, l’avrò risolto e allora avrei riso delle mie preoccupazioni. Un po’ come un sogno spiacevole, prima o poi finisce e quando ti svegli sei contento. E se non fosse finito mi sarei adattato a vivere con il problema, sarei riuscito a sopportarlo, perché è nella natura umana adeguarsi alle circostanze (questa non è sempre la migliore scelta). Se nella vita non si hanno problemi, non si provano disagi, non si può crescere e non si può imparare.

Ecco, la vera differenza tra la vita e il sogno è proprio questa. Il sogno sei costretto ad accettarlo così com’è, la vita invece la puoi modificare e dirigere, magari sbagliando ma la puoi modificare.

MA PERCHE’ VI STO PARLANDO DI SOGNI???

Perché vi voglio parlare di un sogno in particolare.

BRUTTO SOGNO 2020

Questo è un periodo che sta mettendo a dura prova tutti. Il Covid 19 è entrato nelle nostre vite di prepotenza con tutte le conseguenze che ha portato. Ma non è solo questo, anche il nostro tessuto economico e sociale si sta sfaldando. Questa epidemia ci ha reso più vulnerabili e non parlo solo da un punto di vista economico e sanitario. Parlo soprattutto come individui e sotto l’aspetto psicologico. Ci fa sentire indifesi e impotenti. Siamo diventati come bambini, abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica come fare, come comportarci, sperando (o credendo) che possa risolvere la situazione al posto nostro. Speriamo un giorno di svegliarci da tutto questo e capire che è stato solo un brutto sogno. Purtroppo non è così. Questo non è solo un brutto sogno.

Anche se il problema è grande e sembra al di fuori del nostro controllo possiamo fare qualcosa, possiamo farci un bel regalo di Natale. Possiamo riprendere il controllo di noi stessi, come individui, come esseri pensanti, riappropriandoci delle nostre responsabilità evitando di dare la colpa agli altri per quello che ci succede. Ritornare a essere madri, padri, figli, cittadini ed essere artefici di piccoli cambiamenti che sommati possono fare la differenza.

È difficile? Si è molto difficile!

Ma è l’unico modo per evitare di illuderci che un giorno ci sveglieremo dopo aver fatto solo un brutto sogno!

C.D.

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